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DAL BONUS SALUTE MENTALE ALLƏ PSICOLOGƏ DI BASE IN LOMBARDIA

QUANDO NON È TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA


Dopo la definitiva bocciatura del Bonus Salute Mentale, è stata ieri approvata una mozione regionale (http://www.lombardiaquotidiano.com/notizia/consiglio-le-mozioni-discusse-nella-seduta-del-18-gennaio-0), promossa dal consigliere regionale Carretta, attraverso la quale, nella regione Lombardia, è stata istituita la figura dellə tanto ultimamente chiacchieratə “Psicologə di Base”.


Da moltə professionistə e appartenenti alla categoria, questa notizia è stata accolta con entusiasmo, tuttavia: è tutto oro quello che luccica?

Come spesso accade, anche in questo caso la risposta è “No”.





Il primo motivo è che si tratta di una mozione, ovvero un documento che impegna la Regione Lombardia a sperimentare la figura dellə “Psicologə delle Cure Primarie”. Per far sì che ciò diventi effettivo vi è la necessità di un disegno di legge regionale che chiarisca come tale figura dovrebbe operare. Da ciò consegue che le tempistiche, determinate dalla giunta, non siano definite ma, anzi, possano essere molto dilatate.


Secondo motivo: la mozione impegna la giunta regionale su tre punti che appaiono indefiniti e fumosi

  1. L’impiego dellə Psicologə di Base nelle Case di Comunità della Regione, cosa già prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (approfondiremo questo aspetto con relative numeriche e implicazioni in un successivo articolo, ma vi possiamo anticipare che la situazione non è rosea), approvato definitivamente con l’incontro tra il Presidente Draghi e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, già il 22 giugno del 2021. Ciò significa quindi che si sta facendo un’impropria pubblicità a un evento conosciuto da mesi, e presentato solo ora come eclatante conquista.

  2. L’avvio di “sperimentazioni per l’introduzione dellə psicologə delle cure primarie nei servizi offerti dagli erogatori pubblici e privati accreditati oltre che nelle equipe di medicina territoriale”. Ovvero? Si tratta di unə psicologə di base che opera seguendo la scia del Modello Campano o avrà caratteristiche proprie? In che modo verranno individuati gli “erogatori pubblici e privati accreditati”?

  3. “Prevedere un Fondo regionale dedicato all’accesso alle cure per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico per giovani e fasce più fragili della popolazione”. Si fa riferimento ad un ennesimo Bonus Salute Mentale? In cosa consisterà questo fondo? In che modo potrà essere utilizzato?

Tale mozione, dunque, sembra suggerire più interrogativi che certezze: quali saranno le figure che opereranno come “Psicologə di Base”? Sarà necessario effettuare nuove assunzioni nel SSN o ci si affiderà al lavoro di liberə professionistə o, addirittura, di coloro che già attualmente risultano impiegati nei diversi servizi territoriali?


Rimaniamo in attesa del testo ufficiale della mozione ma, come ormai prevedibile, i tempi saranno lunghi e le modalità, al momento, indefinite.

Indubbiamente il documento approvato dalla Regione Lombardia appare più in linea con quanto auspicato dalla nostra Associazione, che da sempre pone l’attenzione sulla necessità di azioni strutturali di prevenzione e protezione del benessere psicologico che non si esauriscano in interventi una tantum che, invece, non tengono conto delle specificità del lavoro dellə psicologə, oltre che dei bisogni della popolazione.

Insomma, la rotta (forse!) è quella giusta ma il tragitto appare come non mai incerto e pieno di ostacoli!

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