1.jpeg

Tra i vari luoghi comuni che sempre più spesso si sentono sul lavoro dellə psicologə, quella che molto spesso emerge è “lə psicologə costa treppo”.

Per dovere di cronaca, ogni professionista deve adeguarsi alle tariffe previste dal proprio ordine professionale. Per esempio, una seduta di consulenza/sostegno psicologico parte da un minimo di € 35 e può arrivare a non più di € 115. [1]

Si può intuire, quindi, come il costo di una terapia (di durata variabile) possa arrivare ad avere un peso abbastanza importante sull’economia di chi si affida alle cure di un professionista della salute mentale quale, appunto, lə psicologə. Dal punto di vista dell’utenza, queste cifre possono sembrare quasi elitarie Tuttavia, occorre chiedersi: ”Lə  psicologə costa troppo rispetto a cosa?”

In questo articolo, si vuole provare a rispondere alla domanda che potrebbe porsi chi si avvicina al mondo della salute mentale per la prima volta: 

 

Perché andare dallə  psicologə costa così tanto? Cosa pago in realtà?

Andare dallə psicologə costa troppo?

Innanzi tutto, in questa sede, si vuole abbattere un luogo comune. Non è detto che esista una correlazione tra qualità del lavoro del professionista e costo dell’attività di quest’ultimo. Il detto “più pago e migliore sarà il servizio che mi verrà reso”, non sempre funziona. Questo discorso, ovviamente, vale anche per molte altre professioni e situazioni della vita di tutti i giorni. Fatta questa piccola premessa, ora è possibile rispondere alle domande poste in precedenza.

In primis, necessario ricordare che per diventare psicologə occorre investire risorse finanziarie e temporali di un certo rilievo: 5 anni di università e relativi costi (tasse universitarie, testi universitari, alloggio per i fuori sede, trasporti quotidiani per i pendolari), 1 anno di tirocinio non pagato (ancora alloggio per i fuori sede, trasporti quotidiani per i pendolari), un esame di stato (altri testi universitari) per l’iscrizione all’albo (che ha un costo che va dai 300 ai 600 Euro circa ogni volta che ci si presenta per superarlo) e, se si decide di fare anche la specializzazione, altri 4 anni presso una scuola di psicoterapia (il cui costo va dai 2500 euro annui in su, oltre i soliti costi per i testi da studiare, l’eventuale alloggio per i fuori sede o i costi di trasporto per i pendolari). Quindi, il primo elemento che in qualche modo potrebbe giustificare un onorario  apparentemente considerato “alto” da molti, è il costo del percorso accademico, e non solo, che il professionista ha dovuto sostenere.

Altro elemento da tenere in considerazione è inerente il costo della formazione continua cui lə  psicologə devono far fronte: I famigerati ECM[2]. Questa sigla sta per Educazione Continua in Medicina, ovvero, il processo attraverso cui il professionista della salute si mantiene aggiornato per poter rispondere ancora meglio ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio Sanitario Nazionale e al proprio sviluppo professionale. A conferma di ciò, anche l’art. 5 del codice deontologico degli psicologi stabilisce che ogni iscritto all’ordine sia 2* tenuto a “mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera”.[3] In che modo il professionista può dimostrare ciò? lLə  psicologə dovrà acquisire 150 ECM ogni triennio ed i provider che forniscono attività con accreditamento ECM sono a pagamento. Inoltre, l’acquisizione di parte di questi crediti è possibile anche attraverso altri modi quali, ad esempio, l’attività di ricerca, l’attività di tutoring, la pubblicazione di articoli accademici, ecc.

Altro fattore che influisce sul costo finale della parcella del professionista della salute è l’insieme dei tributi attesi dallo Stato su ogni prestazione professionale, dei contributi previdenziali obbligatori che il professionista deve sostenere ogni anno, la quota di iscrizione annuale all’ordine regionale di appartenenza, nonché i costi dell’immobile in cui è stato aperto lo studio (eventuale segreteria, affitto o mutuo, condominio, spese energetiche).

L’ultimo fattore è il margine che il professionista, detratte le spese, guadagna e su cui, poi, è calcolato anche l’IRPEF. Alla luce di tutto questo, diviene ora facile capire cosa compone ogni singola parcella che lə  psicologə rilascia dopo ogni seduta. Non è però il solo professionista: anche le parcelle degli altri ambiti della sanità privata (dentisti, fisioterapisti, medici specialisti, ecc.) sono strutturate secondo i medesimi fattori summenzionati. 

Tuttavia, quanto trattato fin qui concerne l’aspetto economico e occorre portare l’attenzione anche su altri aspetti. Per bilanciare il ragionamento, infatti, occorre soffermarsi anche sul VALORE della prestazione che viene rilasciata. Perché non provare per un attimo a pensare quanto un percorso di sostegno psicologico (ovviamente andato a buon fine) possa effettivamente incidere nella vita di chi si rivolge a un professionista della salute mentale quale, appunto, lə psicologə? In fin dei conti, che valore dare alla propria salute mentale? Che si tratti di grandi o piccoli disagi, quale prezzo sarebbe accettabile quando si parla di benessere psicologico? L’aspetto negativo del disagio mentale è che a differenza, per esempio, di una malattia “fisica”, quest’ultima non è un qualcosa che può essere curata nel brevissimo periodo. (sempre che non ci si rivolga ad uno psichiatra che somministri, all’occorrenza, dei farmaci studiati apposta per far fronte a quel tipo di problema).

Infine, Altro elemento è il concetto di investimento non prettamente economico. Perché non vedere un eventuale percorso psicologico intrapreso per qualsivoglia motivo, come un investimento fatto sulla propria persona? Come è vero che è giusto e auspicabile prendersi cura del proprio corpo, altrettanto dovrebbe accadere per la propria mente. Mens sana in corpore sano.

Testo ad opera del Dott. Marasco Antonio

Riferimenti:

[1] https://www.psy.it/nomenclatore

[2] https://www.opl.it/notizia/15-12-2021-Novit-sull-assolvimento-dell-obbligo-ECM#:~:text=Psicologhe%20e%20psicologi%20in%20qualit%C3%A0,quello%20di%20iscrizione%20all'albo.

[3] https://www.psy.it/codice-deontologico-degli-psicologi-italiani