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PSICOLOGO DI BASE: cosa prevede il PNRR e qual è la situazione attuale?

Aggiornamento: 8 mar 2022

Con la bocciatura del Bonus Salute Mentale, si è fatta più insistente l’esigenza di parlare di psicologia e di salute psicologica.


Abbiamo già affrontato l’argomento del Ddl “Psicologo di cure primarie” o Psicologə di Base (A. S. n. 1827) depositato in Senato e fermo da due anni (a prendere polvere), ma questa volta lo vogliamo trattare alla luce dei finanziamenti previsti per la Sanità nel PNRR.



La facciamo breve: per lo Psicologo di cure primarie non ce ne sono e la situazione è tetra. Perché?


Partiamo da quello che è previsto nel Ddl (https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/53018.pdf). All’art. 3 comma 1, viene riportato che le figure psicologiche sono in rapporto di 1 a 5 con Medicə di Medicina Generale o Pediatrə di libera scelta. Lə Psicologə di cure primarie verrà compresə nelle Case della comunità, previste dal PNRR, le quali sono “strutture sanitarie, promotrici di un modello di intervento multidisciplinare, nonché luoghi privilegiati per la progettazione di interventi di carattere sociale e di integrazione sociosanitaria”.


Il PNRR stabilisce i numeri di queste strutture: 1288 (https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/). Ma stabilisce anche quanto e quale personale verrà inserito in queste strutture. Per ogni struttura sarà necessario inserire 5 unità di personale Amministrativo, 10 Medicə di Medicina Generale e 8 Infermierə di Famiglia (figura normata dal D.L. 34/2020 art.1 c.5). In totale, si parla di 6440 Amministrativə, 12880 Medicə di Medicina Generale e 10091 Infermierə di Famiglia.


Inoltre, fino al 2026 le risorse da inserire saranno finanziate esclusivamente da ciò che è stato stanziato dal PNRR (94,5 milioni di euro previsti per l’inserimento di Infermierə di famiglia). Il resto stimato (circa 570 milioni di euro) verrà stanziato tramite una riorganizzazione dell’assistenza sanitaria (che vuol dire spesa più efficiente tanto quanto tagli alla Sanità stessa) o di un mero spostamento delle figure da strutture sanitarie già esistenti (ASL, privati convenzionati, ecc.) alle Case della Comunità. Dal 2027 partiranno le vere e proprie assunzioni, solamente trovando le risorse finanziarie per coprire i 661 milioni previsti.


Cosa avete notato? Che non si parla di Psicologə di cure primarie. Per due motivi: non esiste nessuna legge che normi questa figura e non è stato previsto nessuno stanziamento di fondi per la Salute Psicologica.



Stando al rapporto presente nel Ddl sullə Psicologə di cure primarie, nelle Case delle Comunità dovrebbero essere previste, pertanto, 2576 unità. Questi numeri (solo in previsione) non sono comunque sufficienti a coprire la richiesta attuale (stando alle ultime ricerche, quasi il 30% della popolazione ha richiesto un supporto o un intervento psicologico).


Ma, come se non bastasse questo quadro tragico, nel testo del Ddl si riporta che al servizio di Psicologia di cure primarie afferiranno psicologə dirigenti dipendenti, psicologə con rapporto convenzionale della specialistica ambulatoriale e psicologə assuntə con formazione post-laurea specifica in cure primarie. Quindi, due delle tre figure professionali citate prevedono uno spostamento di personale già esistente nel SSN.


Inoltre, le aree di intervento (Art. 2 comma 1) su cui lə Psicologə di cure primarie è chiamatə ad intervenire e alle sue attività rientrano in maniera esaustiva all’interno degli atti tipici della professione di psicologə (non psicoterapeuta).


Infine, in riferimento all’Art. 2 comma 4, inerente i tre percorsi operativi attraverso cui può delinearsi la collaborazione tra Medicə di Medicina Generale, Pediatrə di libera scelta e Psicologə delle cure primarie, quest’ultima figura sembra essere subordinata alle prime in quanto si tratta di un invio che Medicə e Pediatrə fanno allə Psicologə.


Sostanzialmente, ci si riferisce a figure già inserite nel SSN o a future assunzioni con contratti specifici e finanziati tramite Fondi Regionali. Ma come riportato in precedenza, non se ne parla eventualmente prima del 2027.


Questa narrazione descrive a livello Nazionale una enorme distanza tra le necessità della popolazione e le linee governative sul tema della Salute Mentale.


L’unico spiraglio di ottimismo che possiamo ritrovare è nelle disposizioni Regionali che stanno uscendo da un anno a questa parte. Ha iniziato la Campania, in Puglia e in Lazio il progetto era già stato avviato e si spera possa riprendere e che possa essere finalmente discusso nei Consigli Regionali, in Toscana si inizierà a breve e in Lombardia è stata approvata la mozione che impegna il Consiglio Regionale a legiferare (https://fb.watch/aPuYxDvh1q/ abbiamo affrontato l’argomento con il promotore della mozione, il Consigliere Niccolò Carretta).



Ci chiediamo quindi, a questo punto, se bisogna sperare che i fondi Regionali bastino per strutturare dei Servizi Pubblici adeguati, nelle Regioni in cui sono stati previsti, o se prima o poi il nostro Ordine chiederà con forza al Ministero della Salute conto della situazione attuale per puntare ad un investimento cospicuo e quanto mai necessario.

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